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1977, Michèle Causse e Maryvonne Lapouge – Ecrits, voix d’Italie: Giovanna Pala

Michèle Causse e Maryvonne Lapouge, 1977. «Giovanna Pala», in Ecrits, voix d’Italie, Paris: Éditions des femmes, pp. 433, 450-454.


Traduzione di “Kolia” per LesWiki.
Ecrits, voix d’Italie – Indice e note

 

Giovanna Pala nel film Vacanze col gangster, 1951


Giovanna Pala

E’ mamma di una bambina. E’ conosciuta a Roma come animatrice del movimento femminista romano chiamato “Pompeo Magno”. Giovanna parla lentamente, con una voce quasi languida. Ama più ascoltare che parlare. Dotata di un’estrema tolleranza, non è mai categorica e non fa affermazioni a priori. La sua casa è il luogo d’incontro delle donne, il centro di una ricerca comune. [fine p. 433]

 



Intervista a Giovanna Pala

 

– Cosa ne é del Movimento Femminista Romano?
– Siamo in un momento di riflessione, d’analisi…La vita di noi tutte é abbastanza difficile perché abbandonando l’approvazione degli uomini si abbandona un certo tipo di sicurezza, in particolare economica, e paghiamo caro riappropriarci di noi stesse, la nostra realizzazione…. Ecco perché diamo indubbiamente tanta importanza ai rapporti che ci legano.. Un semplice malinteso può facilmente sfociare in dramma… Il gruppo é diventato il perno… É particolarmente evidente nel gruppo “omosessualità”… Per approcciare l’analisi noi partiamo veramente dalla realtà dei nostri rapporti omosessuali, e naturalmente, questo non avviene senza difficoltà, senza conflitti.

– So che mettete in discussione la “coppia” omosessuale. Non la considerate come una conquista ?
– Mi piacerebbe sentire esperienze diverse dalle nostre. Qui non abbiamo praticamente dei precedenti… nessun punto di confronto… Di sicuro la coppia offre la possibilità di approfondire una persona, un rapporto, di vivere al di fuori degli stereotipi… Molte [fine p. 450] giovani dicono “non bisogna escludere nessuno”… ma come si può sin da subito socializzare un rapporto che non si conosce!!! Che non é stato né capito né compreso dalla società… Perché alla fine una coppia é un incontro… con una donna che, per un qualche miracolo ti va bene… Questo non accade spesso…

– Una volta o due nella vita…
– Certo, noi viviamo tra donne, i nostri rapporti, i nostri dialoghi sono con altre donne, ma non abbiamo una vera comunità, non abbiamo socializzato, messo in comune il denaro, il lavoro, allora come socializzare d’improvviso appunto il rapporto affettivo?

– Sì, al livello lavorativo sarebbe interessante tentare l’esperienza
– Le realtà economiche sono determinanti nelle scelte sessuali delle donne. Purtroppo i lavori che gli si offrono le precipitano in una schizofrenia profonda… Gli si propone di diventare dei sotto-uomini… gli si fa posto nel mondo del lavoro ma senza cambiare niente delle strutture maschili, delle gerarchie… É la castrazione dell’essere femminile, della novità che potrebbero portare nel mondo… D’altronde io sono contro l’apologia del lavoro… Bisognerebbe lottare per avere più tempo libero… Naturalmente si osa appena formulare le cose in questi termini in un paese in difficoltà come l’Italia.

– Lafarge, il genero di Marx, scrisse un libro sul diritto alla pigrizia… lentamente si comincia a riscoprirlo
– Le nostre difficoltà non stanno solamente in questo, nel [fine p. 451] gruppo omosessuale, per esempio, é evidente che abbiamo paura le une delle altre.

– Paura?
– Sì, non ci scopriamo… Vogliamo dare alle altre un’immagine di noi la più gratificante possibile… a livello dei gesti, delle parole, dei comportamenti… ma questa immagine che ci piace non corrisponde sempre alla verità…

– É sempre il vecchio problema femminile, il desiderio d’approvazione é sempre più forte della preoccupazione per l’autenticità
– Sì, senza contare che ora esiste un nuovo modello di richiesta d’approvazione il desiderio di essere in sintonia con una teoria….

– É molto grave infatti… c’é il rischio di una cristallizzazione artificiale, d’una fossilizzazione precoce…
– Sì, le donne devono essere femministe di un certo tipo, innamorate in una determinata maniera, ecc. Si opera già una censura sui comportamenti giudicati, a torto o a ragione, maschili, ereditati dal passato…

– É sempre pericoloso riferirsi a un’immagine ideale, del tutto ipotetica e problematica. A mio parere é molto più urgente indagare sui materiali che ci compongono, sui nostri fantasmi… Mi sembra che per ora ci si dovrebbe limitare alla ricerca…
– Per fare questo bisogna avere il coraggio di scoprirsi… Far saltare questo nuovo moralismo castratore… Accettarsi per quello che si é… Un giorno ho raccontato uno dei miei sogni a E. e ho visto che ne è rimasta scioccata, traumatizzata… In effetti lei si identificava con me… si riconosceva nel [fine p. 452] sogno ma non poteva ammetterlo e di colpo mi sono auto-censurata, ho inventato degli elementi che non erano nel mio sogno per renderlo accettabile… No, in questo momento della nostra storia non ci possono essere dei modelli di comportamento… Prendi gli omosessuali del FUORI, non hanno nessun rapporto tra di loro. Perché? “Siamo tutti fratelli, dicono e non si va a letto con i propri fratelli”. Vanno a cercare i partner al di fuori del movimento. É evidente che non è quello che accade tra di noi. Questa è già una prima differenza tra omosessuali uomini e donne… Noi vogliamo tutto all’interno del gruppo… compresi i rapporti… E dicono che per vincere l’alienazione bisogna viverla a fondo… Probabilmente alludono ai ruoli, alle relazioni sado-maso….

Senza dubbio vogliono la possibilità di riappropriarsi le tappe della loro alienazione. Mao Tse Tung diceva ai contadini appena liberati “parla della tua sofferenza per far rivivere la tua sofferenza“. É lo stesso principio. Esorcizzare attraverso la consapevolezza.
– Non credo che dobbiamo fare così anche noi. Gli uomini hanno sempre bisogno di definirsi, di rassicurarsi, di ricorrere a schematizzazioni… Noi siamo diverse. Più inventive mi sembra. Alcune donne del Movimento hanno il terrore di essere tagliate fuori “dall’esterno”… Dicono che bisogna mantenere il contatto con gli uomini…. Come se rischiassimo di perderlo! Siamo [fine p. 453] accerchiate dagli uomini, dalla loro cultura, dai loro giornali, la loro televisione… Il problema é quello di tirarsene fuori! E secondo me é molto più urgente scoprire il nostro universo, mostrare i condizionamenti che hanno agito su di noi… scoprire se la competizione, per esempio, é un tratto innato o acquisito. Secondo me le donne ne sono prive… ma a contatto degli uomini cambiano…

– Sì, il rischio di una mutazione è così grave che la donna potrebbe anche scomparire. É già un travestito. Nel prossimo stadio cosa sarà?
– Per fortuna c’é la reazione. Nei licei, le ragazze sono femministe già da giovani… In tre giorni sono capaci di raccogliere 5.000 persone per una manifestazione. Non sanno sempre dove vanno… Ma stanno allerta… E, cosa più importante, imparano a vivere tra loro. Io sono 5 anni che vivo solo con donne.

– É la tua realtà. La nozione di realtà è in effetti molto limitata…. Si direbbe che la vita vera é sempre “altrove”. Ci si colpevolizza sempre di vivere la propria realtà. Come se avessimo la facoltà camaleontica di adottarne milioni. La tua realtà è il Movimento… che detto in altre parole è l’inserimento di una realtà, ieri inesistente, in una realtà socio-storica dove tu non avevi né parte né posto. Cosa potresti fare di meglio? [fine p. 454]


http://www.leswiki.it/repository/testi/voix/1977causse-pala.doc

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