1977, Michèle Causse e Maryvonne Lapouge – Ecrits, voix d’Italie: Indice e note


Michèle Causse e Maryvonne Lapouge, 1977. Ecrits, voix d’Italie, Paris: Éditions des femmes, pp. 460.

Le intervistate sono tutte donne, sia  eterosessuali che lesbiche, di particolare rilievo nel  panorama culturale italiano e/o nel movimento femminista degli anni Settanta.

 

 

 

INDICE [pp. 459-460]

Prima parte
[p. 2 indicazioni editoriali, p. 3 frontespizio, p. 4 libri delle due autrici editi da des femmes, p. 5 nomi citati]

Seconda parte 

  • p. 206 Annabella Rossi – Lettere di una tarantolata – intervista
  • p. 234 Elena Giannini Belotti – Lo scandalo del privato – intervista
  • p. 255 Liliana Cavani – Erotismo e cinema – intervista
  • p. 280 Carla Ravaioli – Uomo per obbligo (estratto) – intervista
  • p. 301 Maria Antonietta Macciocchi – Lettere da dentro (estratto) – intervista
  • p. 334 Carla Lonzi – Manifesto di Rivolta femminile Sputiamo su Hegel (estratto) – intervista
  • p. 376 Carla Accardi – Superiore-inferiore (estratto) – intervista
  • p. 396 Elvira Banotti – Perché mi rifiuto di votare – intervista; traduzione di Laura Bianchetto
  • p. 413 Fufi – Canzoni – intervista; traduzione di “McQueen”
  • p. 432 Loredana Baldin– Storia della statua della Libertà pp. 435-435 – intervista pp. 444-449; traduzione di “Kolia”
  • p. 433 Giovanna Pala – intervista pp. 450-454; traduzione di “Kolia”
  • p. 436 Loredana Baldin e Giovanna Pala – La statua della libertàfumetto
  • p. 455 NOTE su sigle e gruppi, traduzione di “McQueen”
  • p. 462 indicazioni di stampa: Achevè d’imprimer le 10 septembe 1977 sur les press des imprimeries Delmas, à Artigues-près Bordeaux


Michèle Causse e Maryvonne Lapouge, 1977. “Notes”, in: Ecrits, voix d’Italie, Paris: Éditions des femmes, pp. 455-458.

 

Traduzione dal francese di “McQueen”

Note

Lotta continua: Titolo del quotidiano di un movimento politico, composto soprattutto da giovani, che porta lo stesso nome.
Il Manifesto: Fondato da un gruppo di comunisti esclusi dal Partito nel 1970, è un quotidiano (un tempo mensile) e l’organo del PDUP (partito democratico di unione popolare) che ha visto confluire gli “ex” del movimento del Manifesto e quelli del PSIUP (partito socialista italiano di unità proletaria) in un partito unico che si è presentato alle elezioni.
FUORI: Equivalente italiano del FHAR (Fronte omosessuale d’azione rivoluzionaria).
DWF: Donna Woman Femme, rivista internazionale di studi antropologici, storici e sociali sulle donne (direttrice Tilde Capomazza, ed. Bulzoni, Roma). Questa rivista si propone di utilizzare «gli strumenti critici dei quali la cultura e la scienza maschili ci hanno fatto dono, tramite l’intermediario dell’emancipazione» al fine di rimettere in discussione l’immagine svalutata della donna e di smantellare il sistema di simboli del quale è prigioniera. [fine p. 455]• EFFE: Rivista mensile, cooperativa Effe, direttrice responsabile, Grazia Francescato, ed. Effe, Roma.
” Effe”, giornale gestito da una cooperative di donne.
“Effe” strumento di lotta contro il patriarcato, contro il capitalismo
“Effe” per condurre battaglie che sono nostre e che nessuno condurrà al nostro posto.
“Effe” affinchè la donna diventi sempre più cosciente del suo sfruttamento, della sua esclusione, della negazione della sua sensualità.
“Effe ” come femminismo, come contro-informazione, come denuncia, come liberazione.
Giornali italiani cosiddetti femministi: Sottosopra (3 numeri), Quarto mondo (giornale del gruppo femminista FILF), Rosa (indipendenti di sinistra).
Librerie femministe:
La Maddalena, Roma, via della Stelletta 18.
La liberia delle donne, Milano, via Dogana 2.
Movimenti di liberazione delle donne:
– Rivolta femminile (tesi “estremiste”, rifiuto del contatto con la stampa: Carla Lonzi, Elvira Banotti vengono citate come due fra le fondatrici del movimento, ormai esploso. Paragonabile in Francia alle Femministe rivoluzionarie).
– Movimento Liberazione della Donna (o MLD), moderato, perfino riformista, emanazione del Partito Radicale.
– Movimento femminista (romano, napoletano, ecc…) rispetto alla R.F. più favorevole ai contatti con l’esterno, promuove manifestazioni, crea gruppi di analisi (a Roma, Giovanna Pala viene considerata l’animatrice del movimento). [fine p. 456]– Collettivo femminista comunista (emanazione del partito comunista).
– Le Nemesiache (napoletane, rifiuto della parola, creazione di una troupe teatrale che ricorre al mimo per esprimere la condizione di mutismo della donna).
– Demau, per quanto poco conosciuto è senza dubbio il movimento femminista più vecchio dal momento che esiste dal 1966 a Milano (è a favore della pratica dell’autocoscienza e della proliferazione dei gruppi).
– Fronte Italiano di Liberazione femminile (FILF) ammette la presenza mista. Riformista. (Orietta Avenati).
Maddalena, locale romano che ospita una libreria femminista, un teatro e la sede redazionale della rivista “effe” (Via della Stelletta.)
Gruppo 63 definito di avanguardia, ha riunito in Italia una élite di intellettuali. I critici e gli scrittori del gruppo intendevano non soltanto rinnovare la produzione letteraria ma rompere, spostando “a sinistra”, i modi di pensare post-fascisti e “piccolo borghesi”. Inizialmente il gruppo fu apparentato a quello del Tel Quel in Francia, con forza dirompente innegabile. Nel ’67 ha intrapreso la pubblicazione del giornale Quindici che, nonostante il successo ottenuto, ha smesso di comparire nel ’68 a causa di scissioni interne dovute ad una eventuale strumentalizzazione politica del giornale. Lo scioglimento di Quindici segna anche lo scioglimento del Gruppo 63 in quanto tale. Uomini di punta del Gruppo 63: Edoardo Sanguineti, Nanni Balestrini, Umberto Eco, Alfredo Giuliani, Angelo Guglielmi, Giorgio Manganelli. Il gruppo, che si riuniva in seminari, non ha fatto a meno di prendere nota, qua e là, del lavoro letterario di alcune donne: Rossana Ombres, Amalia Rosselli, Alice Ceresa, Carla Vasio… [fine p. 457]• Menabò, rivista letteraria fondata da Elio Vittorini e Italo Calvino nel 1961, pubblicata da Einaudi fino alla morte di Vittorini nel 1966. I 10 fascicoli del Menabò costituiscono un laboratorio sperimentale prestigioso, polemico contro “le belle lettere” e offrono una nuova visione, linguistica quanto interdisciplinare, dei problemi culturali italiani ed europei di quegli anni. [fine p. 458]

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento