Indice de "Le parole per dirlo: tutti i modi di dire lesbica in italiano"
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Nerina Milletti, 1996. "Tribadi & socie:la sessualità femminile non conforme nei termini e nelle definizioni". In: Rivista di Scienze Sessuologiche, 9(1-2): 19-36.


ANDROGINA

"Androgina", è derivato dal greco andros (uomo) e gynos (donna). "Androginos" è un "monstrum ex viro et femina constrans", oppure "virago, femina animum virilem agens" (1) . M. A. Canini (2) nel 1865 ne dà molte definizioni, tutte più o meno coincidenti con quelle attuali di ermafrodita perfetto ("che riunisce gli organi e le funzioni dei due sessi, che può generare e far generare. Favoleggiavano gli antichi che al principio del mondo i due sessi fossero uniti nello stesso individuo, e che in Africa esistessero siffatti popoli") e di bisessuale ("che fa da uomo e da donna in senso osceno"); mentre per gli animali offre una distinzione tra quelli "androgini" ("che possedendo i due sessi non possono riprodursi che accoppiandosi a due a due, p.e. le lumache") e quelli "ermafroditi " ("che si riproducono da sè, p.e. le ostriche" [NdA: esempio questo non perfettamente calzante]; ma è androgina anche la donna che è "per coraggio, ingegno superiore alla maggior parte delle altre, straordinaria". Come si può notare anche qui il termine è stato utilizzato per indicare sia una categoria di intermedio somatico sia una categoria di intermedio psichico. Comunque, quando la perfezione è rappresentata dall'uomo virile, l'androgina/o rappresentano un uomo incompleto o diminuito.

Paolo Zacchia (1621-1625) distingue tra lo "ermafrodito" ed altre due categorie, formate in base all'apparenza predominante: lo "androgino" = uomo-donna (maschi o femmine con apparenza maschile); e la "ginantropa" = donna-uomo (femmine con organi maschili inutili, cioè 'filiae virilis sexus', o maschi con aspetto femminile) (3). Questo ultimo termine, ginantropa, fu riutilizzato da Krafft-Ebing nella sua Psycopathologia.

Alcuni mistici hanno supposto che la figura di Cristo, essere perfetto come gli angeli, fosse androgina, e così infatti viene considerata da molti alchimisti ed occultisti del XIX secolo. In psicologia l'androgino [notare il maschile!] è una "personificazione psichica che tiene consciamente in equilibrio il maschile ed il femminile, uniti senza che ci sia fusione delle loro caratteristiche. E' in questo essere metaforico, e non nell'indifferenziato ermafrodito che Jung vede simboleggiato il prodotto finale del processo alchemico" (4) . L'androginia sarebbe dunque un mezzo per riconquistare l'unità primaria dell'individuo, un ritorno ad una età dell'oro di armonia e completezza, un'ideale utopico che più volte nel passato ha agito potentemente, ma che sembra sia stato ora abbandonato (anche dal movimento delle donne), in favore di un rafforzamento di qualità e valori definiti come maschili e femminili.


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