Indice de "Le parole per dirlo: tutti i modi di dire lesbica in italiano"
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Nerina Milletti, 1996. "Tribadi & socie:la sessualità femminile non conforme nei termini e nelle definizioni". In: Rivista di Scienze Sessuologiche, 9(1-2): 19-36.


ERMAFRODITA, PSEUDOERMAFRODITA

Termine molto antico è "ermafrodita", registrato per la lingua italiana nel XIV secolo, utilizzato già nel volgare di Sant'Agostino e dal Ghiberti. Il Canini (1) nel 1865 ne dà le seguenti definizioni:
1) essere mitologico che nato da Venere e Mercurio possedeva doppie parti genitali, di uomo e di donna; 2) donna in cui la clitoride è straordinariamente sviluppata, e che ha forma, voce, abitudini quasi virili; 3) uomo le cui parti genitali sono imperfettamente sviluppate e che nei lineamenti e nel carattere ha qualcosa di femmineo; 4) animale in cui i due sessi sono riuniti; 5) fiore in cui i sessi sono riuniti.
Ermafrodito era infatti il nome del mitico figlio di Hermes ed Afrodite del quale si era innamorata la ninfa della fonte Salmacis, vicino ad Alicarnasso; il giovane si immerse nell'acqua e si fuse con la ninfa. Il suo culto è documentato in Atene fin dal V secolo. Se usato dai medici poteva far supporre un comportamento sessuale radicato nella biologia, ma l'ambiguità del concetto è tale che Dante (Purgatorio, XXVI,82) lo usò per connotare il rapporto eterosessuale. Nella prima metà del 1800 (in Settembrini, in un commento a Luciano), riguarda invece i rapporti tra lo stesso sesso (2) . Per Bonnet (3) era un termine legato agli ambienti massoni, usato in una satira del 1605 ("L'ile des hermaphrodites") sulla corte del poco virile Enrico III.

Nel concetto di "ermafroditismo psichico" o "psicosessuale" c'è la commistione tra sesso e genere "opposto": il sesso anatomico femminile si accompagna alla scelta sessuale "maschile" rivolta verso le donne, ossia l'invertita aveva un cervello o un sistema nervoso maschile in un corpo femminile. Già dal 1600, almeno in Inghilterra, "pseudoermafrodita" era diventato sinonimo di "tribade" (4) , ed anche nella rivista di Lombroso questa espressione è molto usata, a partire da Carrara, 1903 (5). Hans Kurella, 1896 (6) distingue invece tra: 1) "ermafrodita" (in cui coesistono le due gonadi); 2) "pseudoermafrodita" (con inversione dei caratteri sessuali secondari ossia dei genitali esterni); e 3) "urningo" (con inversione dei caratteri sessuali terziari, ossia peli, voce, muscolatura, ecc.).



1Marco Antonio Canini, 1865. Dizionario etimologico italo-ellenico, op. cit.
2 Vedi in proposito Salvatore Battaglia, 1968. Grande dizionario della lingua italiana,op. cit.
3 Marie-Jo Bonnet, 1981. Un choix sans equivoques, op. cit.
4 Emma Donoghue, 1993. Passions Between Women: British Lesbian Culture 1668-1801, op. cit.
5 Mario Carrara, 1903. "Un caso di pseudoermafroditismo femminile". Archivio di psichiatria, scienze penali ed antropologia criminale, 24: 588-593, ma anche Neugebauer, 1904; Vivoli e Etchegorry, 1928; Agostini, 1929, ecc.
6 Hans Kurella, 1896. "Osservazioni sul significato biologico della bisessualità", Archivio di psichiatria, scienze penali ed antropologia criminale,17: 418-425.


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