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Nerina Milletti, 1996. "Tribadi & socie:la sessualità femminile non conforme nei termini e nelle definizioni". In: Rivista di Scienze Sessuologiche, 9(1-2): 19-36. GAY Per quanto riguarda il termine "gay", per molti sarebbe usato non solo per indicare un' inclinazione ed un' attività omosessuale, ma un'attitudine sociale, la costruzione di una particolare subcultura e l'esistenza di relazioni sociali. Sarebbe diverso da "omosessuale" (che connoterebbe soltanto un'orientazione sessuale, artefatto della propria storia personale, non una scelta deliberata) in quanto designerebbe il/la militante cosciente e consapevole. Derivato dall'antico
provenzale "gai", nel XVII sec. l'inglese "gay" designò il libertino,
nel XIX la prostituta. Nel 1933 fu usato come aggettivo: gay cat (ragazzo
omosessuale) (1); negli anni '50 è già un eufemismo per omosessuale
(2) . Come fa notare Kosofski (3), in questo senso la
sua scelta è un atto potentemente affermativo, ma molte donne rifiutano
questo termine restringendolo agli uomini, e si parla così di "gay e lesbiche".
Interessante a questo proposito è la variazione avvenuta nella denominazione
dell'associazione "Arci gay", che dopo qualche anno riconobbe ad una sua
parte il nome di "Arci gay-donna" passò ad "Arci gay - Arci lesbica"
fino alla scissione in: "Arci gay" e "Arci lesbica".
Secondo Massimo Consoli la prima volta documentata che in italiano appare il termine “gay”
come sinonimo di omosessuale, sarebbe sul settimanale “Lo Specchio” del 2 agosto 1959: <<Uno dei due tira fuori di tasca un astuccio di rossetto mentre l'altro gli regge lo specchio. Poi si prendono per mano, ed ora, senza piu' timori,raggiungono la spalletta del Tevere e scendono per la scalinata che porta al 'dancing' sul barcone. Questo accade tutte le sere, nei 'dancing' galleggianti sul Tevere, protetti dall'alto muraglione, quasi come isole nella notte della grande città. Questi giovanotti e questi turisti sembrano personaggi usciti da un romanzo di Pasolini, assurdi e sconcertanti protagonisti della squallida cronaca dei nostri giorni. Qui sul fiume, li chiamano 'Gay' e sono ormai i soli padroni del Tevere>>; citato da Franco Grattarola, "L'Italia capovolta allo Specchio”, in: Blue, dicembre 2002 (online allo http://www.liguria.cgil.it/NuoviDiritti/News/2003/GAY1959.pdf); la stessa rivista ripropose "gay" nell'ultima puntata di una inchiesta sul "Terzo sesso in Italia" del 1960. 1 "Gay"
1178, "full of joy or mirth," from O.Fr. gai "gay, merry,"
perhaps from Frank. *gahi (cf. O.H.G. wahi "pretty"). Meaning
"brilliant, showy" is from c.1300. Slang for "homosexual"
(adj.) is first recorded 1951, apparently shortened from gey cat "homosexual
boy," attested in N. Erskine's 1933 dictionary of "Underworld
& Prison Slang;" the term gey cat (gey is a Scot. variant
of gay) was used as far back as 1893 in Amer.Eng. for "young hobo,"
one who is new on the road and usually in the company of an older tramp,
with catamite connotations. But Josiah Flynt ["Tramping With Tramps,"
1905] defines gay cat as, "An amateur tramp who works when his begging
courage fails him" Gey cats were also said to be tramps who offered
sexual services to women. The "Dictionary of American Slang"
reports that gay (adj.) was used by homosexuals, among themselves, in
this sense since at least 1920. Ayto ["20th Century Words"]
calls attention to the ambiguous use of the word in the 1868 song "The
Gay Young Clerk in the Dry Goods Store," by U.S. female impersonator
Will S. Hays. The word gay in the 1890s had an overall tinge of promiscuity
-- a gay house was a brothel. The suggestion of immorality in the word
can be traced back to 1637. Gay as a noun meaning "a (usually male)
homosexual" is attested from 1971. [da: http://www.etymonline.com/index.php?term=gay] 2 Wayne R. Dynes (ed.),
1990. Encyclopedia of Homosexuality, op. cit. |