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Nerina Milletti, 1996. "Tribadi & socie:la sessualità femminile non conforme nei termini e nelle definizioni". In: Rivista di Scienze Sessuologiche, 9(1-2): 19-36. MASCULA Usato già da Orazio (Epistole, I, 19) (1) per definire la poetessa Saffo è probabilmente ancora usato nel Sud Italia. Troviamo questo appellativo in Sir Richard Francis Burton, "Terminal Essay: Section D: Pederasty ", nella sua traduzione de Le mille e una notte (The Arabian Nights, 1885) (2) In lingua italiana
ad esempio in "La contessa d'Amalfi" II cap (Le novelle della
Pescara, 1902) (3) e ne Il piacere, 1889 (4) . 1 "Ac ne me foliis
ideo breuioribus ornes, 2 "The only physical
cause for the practice which suggests itself to me and that must be owned
to be purely conjectural, is that within the Sotadic Zone there is a blending
of the masculine and feminine temperaments, a crasis which elsewhere occurs
only sporadically. Hence the male féminisme whereby the man becomes
patiens as well as agens, and the woman a tribade, a votary of mascula
Sappho [*], Queen of Frictrices or Rubbers[**]. Prof. Mantegazza claims
to have discovered the cause of this pathological love, this perversion
of the erotic sense, one of the marvellous list of amorous vagaries which
deserve, not prosecution but the pitiful care of the physician and the
study of the psychologist. According to him the nerves of the rectum and
the genitalia, in all cases closely connected, are abnormally so in the
pathic who obtains, by intromission, the venereal orgasm which is usually
sought through the sexual organs. So amongst women there are tribads who
can procure no pleasure except by foreign objects introduced a posteriori.
Hence his threefold distribution of sodomy; 1) Periphic or anatomical,
caused by an unusual distribution of the nerves and their hyperaesthesia;
2) Luxurious, when love a tergo is preferred on account of the narrowness
of the passage; and 3) the Psychical. But this is evidently superficial:
the question is what causes this neuropathy, this abnormal distribution
and condition of the nerves [***]. 3 "Su le tribune raggiava una corona di signore e di signorine gloriosissima. Teodolinda Pomàrici, la filodrammatica sentimentale e linfatica, sedeva accanto a Fermina Memma la mascula. Le Fusilli, venute da Castellammare, grandi fanciulle dagli occhi nerissimi, vestite di una eguale stoffa rosea, tutte con i capelli stretti in treccia giù per la schiena, ridevano forte e gesticolavano. Emilia d'Annunzio volgeva attorno i belli occhi lionati con un'aria di tedio infinito. Mariannina Cortese faceva segni col ventaglio a Donna Rachele Profeta che stava di fronte. Donna Rachele Bucci con Donna Rachele Carabba ragionava di tavolini parlanti e di apparizioni. Le maestre Del Gado, vestite tutt'e due di seta cangiante, con mantellette di moda antichissima e con certe cuffie luccicanti di pagliuzze d'acciaio, tacevano, compunte, forse stordite dalla novità del caso, forse pentite d'esser venute a uno spettacolo profano. Costanza Lesbii tossiva continuamente, rabbrividendo sotto lo scialle rosso; bianca bianca, bionda bionda, sottile sottile". 4 "E Donna Bianca si dileguò. E vennero altre, talvolta in coppia: Barbarella Viti, la mascula, che aveva una superba testa di giovinetto, tutta quanta dorata e fulgente come certe teste giudee del Rembrandt; la contessa di Lùcoli, la dama delle turchesi, una Circe di Dosso Dossi, con due bellissimi occhi pieni di perfidia, varianti come i mari d'autunno, grigi, azzurri, risplendenti di quella prodigiosa carnagione, composta di luce, di rose e di latte, che han soltanto i babies delle grandi famiglie inglesi nelle tele del Reynolds, del Gainsborough e del Lawrences; la marchesa Du Deffand, una bellezza del Direttorio, una Récamier, dal lungo e puro ovale, dal collo di cigno, dalle mammelle saglienti, dalle braccia bacchiche; Donna Isotta Cellesi, la dama degli smeraldi, che volgeva con una lenta maestà divina la sua testa d'imperatrice tra lo scintillio delle enormi gemme ereditarie; la principessa Kalliwoda, la dama senza gioielli, che nella fragilità delle sue forme chiudeva nervi d'acciaio per il piacere, e su la cerea delicatezza dei suoi lineamenti apriva due voraci occhi leonini, gli occhi d'uno Scita. Ciascuno di questi amori portò a lui una degradazione novella..".
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