|
Nerina Milletti, 1996. "Tribadi & socie:la sessualità femminile non conforme nei termini e nelle definizioni". In: Rivista di Scienze Sessuologiche, 9(1-2): 19-36. ONANISTA Per chi ancora basava la propria classificazione sul tipo di atti sessuali e non sul sesso della persona oggetto d'amore di una donna, il discrimine era la penetrazione: se questa era assente qualunque pratica poteva essere ridotta ad "onanismo" o "masturbazione", che diventava "reciproca" se vi partecipavano più persone. Così per Moraglia (1) il tribadismo non è altro che una specie di "onanismo vulvare" (a meno che la clitoride non venga introdotta nella vagina della compagna "ottenendo così una specie di coito" , cioè il "clitorismo"); e cita Krauzold, per il quale nelle carceri le donne "annodano soventi amicizie che, quando è possibile, vanno a finire in iscambievole masturbazione". La stessa valutazione è quella di Rivotto Peccei (2) , che a proposito di due "urningo-femmina" parla di "masturbazione orale reciproca". Garnier nel 1884 (3) distingue l'onanismo in base alle parti del corpo produttrici del piacere: 1) vulvo-vaginale (tribadia e clitorismo); 2) della bocca (saffismo); 3) mammario; 4) anale. Precedentemente J. Christian (4) aveva proposto una classificazione della masturbazione basata però sull'organo agente: 1) mano o bocca (clitoridea); 2) dita o strumenti (vaginale); 3) clitoride (clitoridismo). 1 G.
B. Moraglia, 1895. "Nuove ricerche su criminali, prostitute e psicopatiche.
2.", op. cit. |