![]() TERMINI ITALIANI USATI PER GLI UOMINI BARDASSA
o BARDASCIA [link
al "Checcabolario"
di Giovanni Dall'Orto] CULO - CULATTONE Portato alla ribalta della cronaca grazie alle esternazioni di Tremaglia (*) del 12 ottobre 2004 ("Purtroppo Buttiglione ha perso. Povera Europa: i 'culattoni' sono in maggioranza". Ha commentato così il ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia il voto con cui la commissione dell'europarlamento ha dato ieri parere negativo alla nomina di Rocco Buttiglione a commissario europeo). Da "Etimologaya" di Massimo Consoli (online allo http://italy.indymedia.org/news/2004/10/662777_comment.php): La parola "culo"
e' d'origine indoeuropea ed e' entrata nella nostra lingua attraverso
il latino "culum" che e' attestato nel suo Di' ttafanario, culeggio-romano(8),
Bbomme' (12), frullo, frullone (13) e dderetano. Faccia de dietro, porton
de trapasso, E cc'e' cchi lluna-piena
l'ha cchiamato, 1) In un testo di Benvenuto Cellini, riportato da Cortellazzo-Zolli, Vol. I, pag. 305. 2) Paolo Zolli, Le Parole Dialettali, Rizzoli, Milano 1986, pag. 96. 3) Valentino De Carlo, Er Gran Libro de la Parolaccia, Meravigli, Vimercate 1992, pag. 52. 4) Anonimo, I Proverbi Romanesschi, Grandmelo', Roma 1996, pag. 30. 5) Pino Carciotto - Giorgio Roberti, L'Anima de li Mottacci nostri, Piazza Ed., Torino 1982, pag. 50. 6 ) Nome prediletto dalle monache. 7 ) Paese dello Stato romano: equivoco di monticello, da ca'ntero. 8 ) Collegio romano. 9 ) Piazza Colonna. 10 ) Colosseo, detto veramente da' plebei di Roma er Culiseo. 11 ) Piccola pe'rsica (cioe' pesca, nda) 12 ) Abbombato. 13 ) E' noto strumento da abburattare che si vede nell'impresa della Crusca col motto "Il piu' bel fior ne coglie". 14 ) Specie di taglio di macelleria di bestia grossa presso l'ano. Termine dei macellai che indica un taglio di carne dei quarti posteriori... si chiama pure culaccio. 15 ) Propriamente delle carni macellate. 16 ) Il tondo. 17 ) Pacche... in napoletano vuol dire natiche, e a Roma in traslato si dice comunemente delle meta' delle frutta, dei carciofi spaccati in due. 18 ) Secesso (cioe', l'evacuazione o l'interno del corpo umano, nda). 19 ) Allorche' un ano e' enorme, si dice: "Pare un vicinato". * Ma si può scrivere culattoni? E si può dire? All'indomani dell'uscita del ministro Tremaglia («Povera Europa: i culattoni sono in maggioranza»), i media italiani fanno le acrobazie per riportare la notizia senza pronunciare la parola incriminata. Dei quotidiani nazionali, solo l'Unità e Libero pubblicano la frase di Tremaglia in prima pagina. Su altri giornali l'espressione non compare proprio, neanche all'interno. In tivù l'hanno detto al Tg5, mentre in Rai hanno glissato. E dire che il sostantivo figura nel Devoto-Oli. A pag. 565, per essere precisi. Culattone (cu-lat-tó-ne) s.m. region., pop. Omosessuale passivo. [Der. di culo] Ma se non culattoni, come bisogna chiamarli? «Culattone è un'espressione agricolo-periferica da film di Lino Banfi - dice al Riformista Mauro Coruzzi, in arte Platinette, che un paio d'anni fa ha scritto un libro intitolato Finocchie, per sua stessa ammissione uno dei termini più politically incorrect che esista - Ormai culattone non lo usa più nessuno. E' una parola tipica di chi non ha tante alternative. Di chi, come Tremaglia, ha un dizionario limitato. Quella del ministro è stata una dichiarazione thrilling, che denuncia l'ignoranza e l'orgoglio di essere ignoranti. Il suo non è italiano, come ha teso a sottolineare, ma un linguaggio scadente da vecchio politicante. Casomai è un italiano allo spiedo, da pollivendolo di Caltagirone». E allora come bisogna chiamarvi? «Omosessuale è più un aggettivo che un sostantivo. Fa molto dopoguerra: Pasolini, Visconti, quella gente lì. E' un po' aulico, come pederasta. Gay fa troppo voglia di essere moderni, anche se è il termine che si avvicina di più al politicamente corretto. Poi c'è ricchione, che è da bagnino di Ladispoli, bucaiolo, che è toscano e viene da buco, c'è culano, orrendo termine emiliano, e c'è la cula, espressione milanese da iniziati che vuol dire molto donna. Finocchio non è che un vegetale, mentre busone (che non ha niente a che vedere con Aldo Busi) è molto usato al nord per indicare il grosso buco. Checca (fica in romano, ndr) è desueto. Sa di pasticceria di fine anni Sessanta. A differenza del culattone, la checca è molto effeminata, si sente donna dentro ma anche molto donna fuori. E' quella che si mette il mascara, l'ombretto ed è sempre un po' fonata. E' un atteggio, insomma, un topos». E l'inglese faggot, tanto usato nella comunità afroamericana? «Da noi è quasi intraducibile. La frocia gotica, si diceva negli anni Settanta. Per indicare scelte di abbigliamento di persone che oggi definiremmo, tra tante virgolette, con una marcia in più. Personalmente preferisco frocio, anzi frocia. Perché frocio è un'accusa: è volgare e ingiurioso. Non mi chiamo frocio ma mi sento frocia». Come Platinette, il giornalista Daniele Scalise, ammette che il politically correct lo frequenta poco. «La parola che preferisco è froci, come la mia rubrica (sul Foglio, ndr). Mi piace perché è provocatorio, perché è stato sempre usato come insulto. Ripetendolo, io ne disattivo il meccanismo aggressivo, rendendolo insignificante». Quindi frocio, non frocia? «Frocia e finocchia sono termini splendidamente Arbasino, ma démodé. Parlare al femminile era molto in voga negli anni Cinquanta e Sessanta, ma oggi il genere viene conservato. Francamente, però, a me tutto questo scandalizzarsi per il culattoni di Tremaglia pare ridicolo. Non mi sento offeso che un uomo della vecchia destra ironizzi su certe cose. E' umiliante più per lui che per me, perché così facendo si autodefinisce. A me offende molto di più il fatto che in questo paese non si riesca ancora ad affrontare le problematiche gay. Meno che mai in cinque anni di governo di centrosinistra, ma neanche adesso. Non se ne riesce a parlare se non in termini sommari, litigiosi o volgari. Esiste una popolazione omosessuale in Italia? I froci hanno diritti? E se sì, quali?» [allo http://www.legnostorto.com/node.php?id=20918, 14 ottobre 2004, da Il Riformista] ''Culattone: da culatta, nel senso volgare di 'deretano'. Volgarmente, omosessuale passivo'', recita il vocabolario della lingua italiana di Nicola Zingarelli; nel Devoto-Oli a pag. 565: Culattone (cu-lat-tó-ne) s.m. region., pop. Omosessuale passivo. [Der. di culo] |